We are finally in phase 2.
We attach importance to this new beginning with a symbolic gesture of caring for the world.
In [Rome] a small temporary garden has just been born.
In [San Cristòbal de La Laguna] yet another is being born.
Others are progressively born in the different continents of the earth.
Symbols of care of the world that you can help to disseminate even in your territory by transforming a local gesture into a collective and global sign.
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realizes a micro-garden of PrimaveraPlanetaria
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PrimaveraPlanetaria

PrimaveraPlanetaria è un emozione positiva, un dono reciproco tra popoli, per reagire in modo simbolico all’inverno del Covid-19.

PrimaveraPlanetaria è un’iniziativa che unisce, in una Comunità a un tempo locale e globale, chi anela a una primavera del mondo fondata sull’alleanza tra paesaggio, ambiente e architettura.

PrimaveraPlanetaria è un evento simbolico espressione dell’impegno nella necessaria cura continua del mondo che viene rappresentata attraverso la metafora della cura del giardino.

PrimaveraPlanetaria è una performance composta da molti micro-giardini locali che si richiamano a distanza creando così un evento globale.

PrimaveraPlanetaria è un evento culturale collettivo, nato e sviluppato in modalità di distanziamento sociale, per dar vita a una performance artistica che si radica nei territori sviluppata da Comunità di volontari che fanno rete tra i diversi continenti.

Obiettivo di PrimaveraPlanetaria è suggerire la metafora della cura del giardino come cura del mondo. Un’iniziativa che vuole unire, in una Comunità a un tempo locale e globale, chi anela a una primavera del mondo fondata sull’alleanza tra paesaggio, ambiente e architettura.

PrimaveraPlanetaria nasce nello spazio virtuale, prende corpo in Roma e attraverso le sue vie consolari si dissemina.
La prima installazione si radica in uno spazio circolare di 5 metri di raggio.

PrimaveraPlanetaria prende forma attraverso quatto passi successivi: un primo momento di lavoro organizzativo immateriale (concluso nell’Earth Day), un secondo momento di organizzazione dei gruppi di lavoro (in via di sviluppo), un terzo momento di preparazione dei pezzi, consegna delle forniture, montaggio sul sito (attualmente completato in Roma) e un quarto momento dedicato alla cura.
Preparazione, realizzazione e cura sono quindi momenti attivi della Comunità “glocal”.

La Comunità di PrimaveraPlanetaria è costituita da singoli cittadini, associazioni, istituzioni, enti, società pubbliche e private e chiunque si riconosca nell’iniziativa e intenda con il suo impegno volontario dar corpo a questa idea.

La vita, dopo infiniti tentativi di differenziazione, ha indovinato la combinazione per mettere in difficoltà la nostra specie. Questo accade mentre, messi a profitto da un sistema economico-produttivo poco lungimirante, gli ecosistemi subiscono alterazioni sempre più rapide dei cicli geobiochimici. E, in questo tempo, anche l’Architettura si accorge che deve riscoprire ormai una sua nuova dimensione etica.

La filosofia insegna, fin dall’originario significato del giardino quale grembo della vita, ad agire nel rispetto del nostro pianeta: in definitiva di noi stessi. E’ un pensiero rivolto al futuro, ancorato al mito eterno di una figura vitale, immagine del paradiso possibile dove tornare al dialogo con la natura in una visione unitaria dell’esistenza. […] Come operare per trasformare il mondo in un giardino? E’ la metafora poco indagata del buon luogo, offuscata dalla moderna contrapposizione fra uomo e natura; essa recupera – nella prospettiva di un mondo accogliente – la visione olistica della natura quale totalità degli uomini, animali, vegetali e minerali; lì dove agisce l’etica della responsabilità contro il deterioramento del nostro pianeta, unico e irripetibile (M.V. Ferriolo, 2019, Oltre il giardino, Einaudi)”

PrimaveraPlanetaria nasce come gesto simbolico espressione dell’impegno nella necessaria cura continua del mondo. Per rappresentare con un microgiardino la complessità del creato, esprimendola con geometrie non euclidee che prendono forma dagli individui vegetali che nel loro ciclo di vita, nelle stagioni, si sviluppano, cambiano, fioriscono. E continuamente si rinnovano.

Nella fase della “distanza sociale”, i membri della Comunità, organizzati in gruppi di lavoro locali, completano i primi due momenti di attività: nel primo momento sono individuati i siti e acquisiti i permessi, nel secondo momento sono organizzati i gruppi di lavoro, viene  avviato il crowdfunding e sono ordinate le forniture. Successivamente, quando è legalmente possibile, sono predisposti i pezzi ed è effettuato il montaggio sul sito e così inizia il periodo dedicato alla cura.
È in questo momento che la Comunità ritrova le relazioni interpersonali, il gusto alla cooperazione e sviluppa un senso di appartenenza.

PrimaveraPlanetaria è una installazione realizzata con diverse specie vegetali e tecnologie locali che quindi si diversifica luogo per luogo. Un organismo vivo che nasce, cresce e si rinnova continuamente attraverso la cura della Comunità. PrimaveraPlanetaria prende corpo da una medesima base strutturale per mezzo di una formazione di specie vegetali diverse. Ciascun micro-giardino si definisce in relazione all’habitat in cui nasce: le specie vegetali, così come la struttura portante, si differenziano per adattarsi alle diverse condizioni geografiche, ai saperi locali, alle condizioni di clima, esposizione e suolo, alla flora locale e alla diversa localizzazione (ambienti urbani, parchi, aree naturali, spazi infrastrutturali).
Le regole di base per la scelta delle specie vegetali di ciascun impianto seguono alcune semplici criteri progettuali. Il microgiardino di PrimaveraPlanetaria racconta, con forme complesse, il tema dei sistemi planetari ed è composto da specie vegetali riconducibili a cinque diverse tipologie di impianto.

Ogni impianto è costituito da una sola specie vegetale o da un gruppo di specie vegetali tra loro simili e integrate. 

Un primo impianto è costituito da specie rampicanti sempreverdi dal fogliame minuto che avvolgono la struttura portante e interpretano il disegno dei piani ondulati che, dalla nebulosa centrale, dinamicamente si espandono.
Un secondo impianto è costituito da specie vegetali dal portamento espanso di altezza fino a circa sessanta cm con fogliame persistente che costituisce il corpo principale della nebulosa centrale, dalle tonalità di colore a contrasto con il verde compatto e omogeneo dei piani ondulati .
Un terzo impianto è costituito da specie vegetali dal portamento allungato e filiforme e fioriture vistose dalla forma preferibilmente sferica che interpretano i frammenti di superficie che si elevano dalla nebulosa centrale.
Un quarto impianto è costituito da specie vegetali dal portamento allungato e filiforme e fioriture vistose dalla forma allungata che interpretano i frammenti di superficie che si elevano dalla nebulosa centrale.
Un quinto impianto è costituito da specie vegetali sempreverdi dal portamento prostrato e dal fogliame minuto che interpretano la costellazione di particelle isolate che si disseminano a terra circondando i piani ondulati.
Nei contesti più naturali la scelta delle specie vegetali è indirizzata verso specie della flora locale.
La struttura portante è realizzata con materiali facilmente riciclabili.

Leaf è un gruppo aperto di persone unite nella ricerca di soluzioni per migliorare assieme il paesaggio, l’ambiente e l’architettura.
(Landscape Environment Architecture Firm) [Leaf-History]

GRUPPO DI LAVORO:
Leaf-PrimaveraPlanetaria/1°faseorganizzativa:
M.E. Cattaruzza, C. Valorani (ideazione e coordinamento),  A. Mignacca, M. Paglione, I Trotta, V. Vancheri, R. Musicò,  M. Vigliotti, S. Messina, C. Lauri, A. Nardi, D. Iamonico.

Con il contributo di
R. Croce, C.F. Pinto, P. Burato, M. Croce, G. Croce, A. Pietroforte, M. Iessi

[Organismo frattale n°3] 

Il progetto dei microgiardini di PrimaveraPlanetaria si ispira all’esperienza del giardino temporaneo “Organismo Frattale n.3” realizzato da Leaf nel 2002 in occasione dell’iniziativa Festival del Parterre promossa da Grandi Giardini Italiani. Progetto risultato vincitore del PremioMartini per l’architettura del paesaggio.

Gruppo di lavoro Leaf -Organismo frattale n°3: C. Valorani, M. E. Cattaruzza, R. Musicò, A. Pietroforte, P. Calzuola, P. Burato, T. Pfitzner, A. Mazza, A. Zaccheo.

Questa fase iniziale di organizzazione a distanza è stata portata avanti da un nucleo di poche persone con l’aiuto entusiasta di cari amici. A questa concitata prima fase, preziosa per delineare le linee fondamentali dell’evento, deve seguire lo sviluppo delle strategie di comunicazione. La creazione di nuovi legami tra le diverse culture che già partecipano sta mettendo in luce nuovi aspetti che suggeriscono l’opportunità di un ragionamento collettivo. Per questi motivi abbiamo deciso di creare un [team di sviluppo] aperto a chiunque voglia esprimere un impegno volontario per concretamente contribuire a questa iniziativa. 

i microgiardini nel mondo

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